venerdì 30 marzo 2012

POLLO TEDESCO DELLA BENEDETTA


Ciao a tutti voi, affezionatoi e non del mio blog. Da questo momento, e si spera per lungo tempo ancora vi posterò tutte le mie ricette da una nuova location!!!Ebbene si, per lavoro mi trovo a Uetze già da qualche giorno ma non avevo avuto nè tempo nè forza di fermarmi un attimo per dedicarmi al mio blog!! In realtà anche ora sono già molto assonnata perciò mi riservo le chiacchiere per quando avrò una mente più lucida e passo subito alla ricettina che, essendo live from Germania non poteva che essere tedesca!!!!   E ancora una volta, anche fuori nazione, la mia musa è lei (quanto mi manca quell'ora al pomeriggio in sua compagnia, non potete capire!!!!)
Ingredienti:
fettine di petto di pollo q.b.
 senape
formaggio tipo groviera (io ho usato le fettine in.al.pi.)
burro q.b.(io in.al.pi.)
birra q.b.
farina q.b. (io antigrumi molino chiavazza)
Pepe (tec.al)
Semplicemente farcire le fettine di pollo con senape e groviera, adagiare i wurstel e arrotolare. Chiudere con uno spago, infarinarli e farli cuocere con un pò di burro e aglio, sfumare poi con birra, salare, pepare e portare a cottura!







sabato 24 marzo 2012

PASTIERA RIVISITATA IN OCCASIONE DELL'EVENTO PAPAGENO: LE RICETTE DI MAMMA'

Ecco qua la mia ricetta per l'evento Papageno. Mi è stata assegnata neanche a farlo apposta la pastiera napoletana, dolce che io, seppur campana, non amo per nulla! Così mi son detta: "perchè non rivedere un pò sta ricetta a adattarla ai miei gustui?" La ricetta inviatami era quella della classica pastiera appunto ma io l'ho stravolta soprattutto per 2 aspetti:
Non ho utilizzato la classica frolla bensi una miscela di biscotti secchi, burro e cannella che ho utilizzato come base per foderare lo stampo a mò di cheese cake e utilizzando l'orzo al posto del grano.
La mia rivoluzione in realtà sta anche nell'aver presentato la mia pastiera in una versione monoporzione e in particolare, come potete osservare dalle foto ne ho fatte alcune tipo cheese cake foderando solo il fondo dei miei pirottini e altri tipo crostate foderando anche i bordi laterali. La ricetta utilizzata è la seguente:
Per la base:
biscotti secchi q.b.
burro inalpi
cannella
Tritare i biscotti e lavorarli col burro fuso insaporendo il tutto con la cannella e ottenendo il classico composto che fa da base alle nostre cheese cake.
Per la crema si realizza una crema pasticcera, ognuno secondo le proprie ricette, io ho utilizzato 300 gr latte,
100 gr panna hulalà, 3 tuorli, 150 gr di zucchero, 45 gr di farina antigrumi molino chiavazza, aroma all'arancio.
Mettete panna e latte sul fuoco e portate a ebollizione; nel frattempo montare tuorli con zucchero, aggiungere farina e versare il composto nel latte, insaporire con aroma arancio e mescolare fino al rassodamento.
Ho utilizzato 200 gr di orzo fatti cuocere coperti dal latte, 50 gr di burro inalpi  e scorza di limone.
Ancora ho preparato la crema alla ricotta utilizzando:
500 gr di ricotta Osella
3 uova
300 gr di zucchero
setacciare la ricotta, aggiungere zucchero e uova e mescolare il tutto.
Il dolce si compone facendo uno strato di biscotti sul fondi del pirottino (per quanto riguarda la monoporzione tipo cheese cake), o del fondo e dei bordi della teglia (casomai voleste farla tipo crostata).
Mescolare la crema pasticcera con la crema alla ricotta a aggiungere l'orzo; versare nei recipienti scelti e cuocere a 180° per ca un'ora, quando cioè, avrà assunto un bel color caramello.
Et voilà, buon appetito!








lunedì 19 marzo 2012

STORIA DI UNA FROLLA SENZA PRETESE E TANTI AUGURI AL MIO PAPI!

Cos'è questa frolla senza pretese vi chiederete? Beh, la sua storia ha inizio molti anni fa, quando ancora bimba, iniziavo con mia grande gioia (un pò meno per la mami che doveva ripulire!) a pasticciare in cucina. 2 soli erano i miei cavalli di battaglia: un ciambellone bicolore e la pasta frolla con cui alternavo crostate e biscotti. Quanto ero soddisfatta di queste mie preparazioni! Il ciambellone era diventato un cult per ogni incontro tra amiche e non mancava mai alle feste di compleanno come un mio ulteriore omaggio al festeggiato.
Per quanto riguarda la frolla, ne ricavavo dei biscottini semplicissimi, ai quali spesso non davo nemmeno una "rispettabilità" formale, nel senso proprio di forma perchè al mio papi piacevano irregolari per cui stendevo la sfoglia e col coltello ricavavo dei rettangoli dividendo la sfoglia in strisce verticali e poi orizzontali. Mio padre impazziva per quell'impasto dal sapore rustico, non troppo fine, dove a ogni morso si sentivano ancora i granellini di zucchero e l'aroma della zeste di limone.
Col passar degli anni, e questo blog ne è la prova, la mia passione per "i fornelli" e la cucina in ogni sua declinazione è aumentata, portandomi, seppur da autodidatta, a studiare per capire come funzionino certe combinazioni di ingredienti, la chimica che si nasconde dietro ogni ricetta di successo, il perchè dell'utilizzo di una particolare tecnica rispetto a un'altra; insomma, volevo imparare e diventar padrona di quello che facevo in cucina.
Anche la pasta frolla, ovviamente, è stata tra le preparazioni base soggetta ai miei studi e col tempo ho affinato la mia ricetta per fare i biscotti, differenziandola da quella per fare crostate o sablè o sucreè ecc scoprendo la diversa consistenza del prodotto finale nonchè anche il diverso ordine di lavorazione degli ingredienti che porta a diversi risultati. Insomma, la mia pasta frolla non aveva più niente a che vedere con quella semplice e volgare pasta frolla degli inizi e di questo ne ero contenta.
PERO', il mio amato papi, per quanto apprezzasse tutti i miei risultati di "haute" pasta frolla, ha sempre detto: "Buoni però a me piacciono quei biscotti facili facili che facevi una volta!". A questa affermazione, non vi nascondo che facevo una faccia quasi inorridita e dicevo "Papi, ma come fanno a piacerti quei biscotti, non so nemmeno se riuscissi a rifarli" (quasi a voler dire che per me era impossibile regredire a quei livelli di inesperienza!). Poi improvvisamente, in questi giorni, dopo l'ennesima volta che mio papi esprimeva la sua preferenza per la mia prima frolla, ho capito come sia stata egoista nel corso di questi anni a privarlo di un sapore a lui caro, magari, anzi certamente, anche associato a dei ricordi, un confort food, solo perchè troppo presa dalla mia ascesa culinaria!
Ecco perchè, il giorno della festa del papà, il mio regalo dolce per il mio amatissimo papi, non saranno le ovvie zeppole di S.Giuseppe, seppur tentata sempre per sperimentare ricette a mio avviso (errato) più degne di nota, ma i suoi amatissimi biscotti senza pretese, quando a cucinarli era solo una bimba che, sprezzante delle urla della mami e spalleggiata dal papi che diceva: "Lasciala fare!", non vedeva l'ora di mettere in mostra tutto il suo amore impastando, davanti agli occhi pieni d'amore del suo papi, sul tavolo di marmo, gli ingredienti del caso: farina, tuorli, zeste di limone, burro, zucchero semolato e una puntina di lievito, e ansiosa aspettava la cottura dei biscottini in forno e ancora bollenti correva a farli assagiare al suo papi per vedere il suo sorriso a ogni morso e sentirsi dire "Mmmmmmmmmh come sono buoni! Brava a papà!"
 TI AMO TANTO PAPA'.










martedì 6 marzo 2012

LA MIA ESPERIENZA AD "ATTENTI AL CUOCO"



AAAHHH FINALMENTE! Sono riuscita a vedermi on air! Beh un bel pò in differita ma meglio tardi che mai! E volevo condividere con i miei affezionati sostenitori, questa bellissima esperienza! Buona visione!

giovedì 1 marzo 2012

PIZZA DI SCAROLA

La pizza di scarole è per antonomasia associata alle tavole natalizie; vero si, perchè a Natale non manca mai sulle nostre tavole almeno dalle mie parti però è talmente buona che ogni occasione è buona per rifarla!
Devo dire che ci sono varie versioni per quanto riguarda l'involucro: c'è chi usa la pasta sfoglia, chi l'impasto per pizza, chi quello per pane chi una specie di focaccia ecc. Personalmente non preferisco impasti troppo pesanti tipo pane o pizza ma l'involucro deve essere una sfoglia a metà tra una brisè e una pasta sfoglia appunto.
Io faccio così
partendo da 500 gr di farina 0 (io Molino Chiavazza) aggiungo un cucchiaino di miele, 10 gr di sale (io gemma di mare), un cucchiaio abbondante di strutto e aggiungo man mano acqua tanta quanta ne occorre all'impasto e un 5 gr di lievito secco (io S.Martino)
Per quanto riguarda il ripieno vado a occhio: dopo aver lessato e scolato le scarole, in un pentolino metto a riscaldare olio, aglio e peperoncino; appena l'olio si insaporisce tolgo l'aglio e aggiungo le alici e lascio sciogliere, poi capperi, olive nere, pinoli, uva passa e frutta secca tipo noci, nocciole e/o mandorle; faccio insaporire il tutto e verso le scarole cuocendo ancora per qualche minuto e infine aggiusto di sale.
Con più della metà dell'impasto fodero una teglia (24-26 cm), verso il ripieno di scarole e copro con la restante parte dell'impasto. Bucherello con una forchetta la superficie e spennello con un goccino d'olio; cuocio in forno a 180° per 30 minuti e il risultato è questo:




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