la riccia che pasticcia
Questo blog vuole essere un modo diverso di dare forma ad una grande passione...la cucina; e vuol essere un modo per condividerla con quanti, come me, non riescono ad immaginare una vita senza "mani in pasta" e per i quali la cucina è un luogo paradisiaco ove dar vita a meravigliose e succulenti opere d'arte!
giovedì 11 aprile 2013
FOCACCIA TURCA PIDè
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lunedì 1 aprile 2013
CASATIELLO...PUNTO E BASTA! E BUONA PASQUA A TUTTI
Allora, va fatta una premessa d'obbligo. Il CASATIELLO così come lo scoprirete nel mio post, è un dolce tipico della mia terra CASERTA e provincia. Ora, non per fare nessun tipo di polemica ma, per quanto la cucina partenopea appartenga ovviamente a tutti noi campani e soprattutto a noi casertani data la vicinanza e le influenze reciproche, ogni cucina ha le sue peculiarità e originalità. Un esempio è appunto il casatiello.
Quando nominate la parole casatiello per un'errata e diffusa convinzione si pensa a quel lievitato rustico che va anche sotto il nome di TORTANO 'NZOGN e PEPE, perchè a Napoli è così e quindi spesso "noialtri" per i quali il casatiello è solo quello dolce, tipico del periodo pasquale, tendiamo a sottolineare la differenza affiancando l'aggettivo dolce, appunto, al termine casatiello. Il mio titolo vuole essere una sorta di rivendicazione di identità! Per me il casatiello è SOLOquello dolce, non c'è bisogno di sottolinearlo perciò sono ferma e non transigo nel volerlo chiamare CASATIELLO...punto e basta!
Per un casatiello da 22 cm di diametro vi occorrono:
500 gr di farina (molino chiavazza)
125 gr di criscito
250 gr di zucchero (Italiazuccheri)
1limone grattuggiato
75 gr di sugna
1 pizzico di sale (gemma di mare)
1 bustina di vanillina (S.Martino)
1 bicchierino di rum
1 bicchierino di agrumincello
5 uova
Si parte facendo un lievitino impastando 4 uova col criscito e metà farina: si lavora bene il tutto e lo si lascia lievitare per 24 ore. Trascorso il tempo si aggiunge al lievitino la restante farina, l'altro uovo, il limone, la vanillina, i liquori, sale e zucchero e si impasta il tutto lavorando per 30 minuti con l'impastatrice. Il segreto per la riuscita di questo dolce è appunto una lunga, lunghissima lavorazione che un tempo era fatta a mano sbattendo l'impasto lavorandolo su una sedia per un'ora e anche più! Trascorso il tempo, lasciatelo lievitare anche per 2 giorni seguendo poche ma fondamentali regole:
1) deve essere avvolto in plaid e coperte di lana;
2)deve stare in un luogo buio
3) una volta trovato il posto non muovetelo assolutamente.
Di solito si mettono delle stecche di legno sopra il "ruoto" nel quale sta lievitando, per evitare che crescendo vada a toccare le coperte.
Una volta pronto cuocetelo in forno già caldo a 220° per 10 minuti poi abbassate la temperatura a 200/180 e continuate per altri 30 minuti dopodichè vale anche qui la prova stecchino.
Una volta raffreddato, fate una glassa con zucchero a velo e acqua, ricoprite con questa la superficie e cospargete con tanti diavolini colorati! Et voilà Buon appetito!
Quando nominate la parole casatiello per un'errata e diffusa convinzione si pensa a quel lievitato rustico che va anche sotto il nome di TORTANO 'NZOGN e PEPE, perchè a Napoli è così e quindi spesso "noialtri" per i quali il casatiello è solo quello dolce, tipico del periodo pasquale, tendiamo a sottolineare la differenza affiancando l'aggettivo dolce, appunto, al termine casatiello. Il mio titolo vuole essere una sorta di rivendicazione di identità! Per me il casatiello è SOLOquello dolce, non c'è bisogno di sottolinearlo perciò sono ferma e non transigo nel volerlo chiamare CASATIELLO...punto e basta!
Per un casatiello da 22 cm di diametro vi occorrono:
500 gr di farina (molino chiavazza)
125 gr di criscito
250 gr di zucchero (Italiazuccheri)
1limone grattuggiato
75 gr di sugna
1 pizzico di sale (gemma di mare)
1 bustina di vanillina (S.Martino)
1 bicchierino di rum
1 bicchierino di agrumincello
5 uova
Si parte facendo un lievitino impastando 4 uova col criscito e metà farina: si lavora bene il tutto e lo si lascia lievitare per 24 ore. Trascorso il tempo si aggiunge al lievitino la restante farina, l'altro uovo, il limone, la vanillina, i liquori, sale e zucchero e si impasta il tutto lavorando per 30 minuti con l'impastatrice. Il segreto per la riuscita di questo dolce è appunto una lunga, lunghissima lavorazione che un tempo era fatta a mano sbattendo l'impasto lavorandolo su una sedia per un'ora e anche più! Trascorso il tempo, lasciatelo lievitare anche per 2 giorni seguendo poche ma fondamentali regole:
1) deve essere avvolto in plaid e coperte di lana;
2)deve stare in un luogo buio
3) una volta trovato il posto non muovetelo assolutamente.
Di solito si mettono delle stecche di legno sopra il "ruoto" nel quale sta lievitando, per evitare che crescendo vada a toccare le coperte.
Una volta pronto cuocetelo in forno già caldo a 220° per 10 minuti poi abbassate la temperatura a 200/180 e continuate per altri 30 minuti dopodichè vale anche qui la prova stecchino.
Una volta raffreddato, fate una glassa con zucchero a velo e acqua, ricoprite con questa la superficie e cospargete con tanti diavolini colorati! Et voilà Buon appetito!
martedì 26 marzo 2013
NON PROPRIO FALAFEL, DICIAMO FASU..LEL!!!
EEEEEEEE, ora dico a tutti quelli che hanno storto il naso su questo mio titolo simpatico, e fateve na risata! La cucina è anche questo, star bene e divertirsi! Eh si! divertirsi nel creare, miscelare combinare varie ricette, sensazioni, gusti personali e tanti altri fattori!
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domenica 24 marzo 2013
TORTA PAN DI STELLE VERSIONE I E UNA NUOVA COLLABORAZIONE
Salve amici,
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mercoledì 20 marzo 2013
RUSTICI NAPOLETANI II IL RITORNO!
Questa ricetta è un classico della rosticceria nostrana, devo dire che non è tra i miei preferiti ma è il più amato dal mio papi, gran gourmet, amante dei sapori particolari, scopritore di nuovi accostamenti; il suo è un Palato curioso! perciò ogni volta che ne ho la possibilità glieli preparo perchè so che gli fa un gran piacere.mercoledì 13 marzo 2013
SNACK DI PROSCIUTTO GROKANTI....UNO TIRA L'ALTRO!
Eccomi velocemente e illustravi l'ultima delizia proposta al mio ometto per sedare la fame prima di cena...un'apericetta come direbbe la Benedetta!
Ingredienti per queste bontà:
prosciutto cotto q.b tagliato non troppo fine, anzi..
fiordilatte q.b. o qualsiasi altro formaggio possa fondere e creare un cuore morbido e godurioso
1 uovo
latte q.b.
farina q.b.( Molino Chiavazza)
pan grattato specialeGrok gusto deciso
olio per friggere
per prima cosa preparate la pastella per friggere mescolando uovo farina e latte fino a ottenere una miscela tipo yogurt. A questo proposito voglio fare una precisazione ovvero io ormai ho scoperto questa pastella e dopo vari tentativi la prediligo salvo in alcuni casi, niente vi vieta di seguire la classica panatura alla viennese ovvero farina uovo e pangrattato.
In un piatto mettete il pangrattato che nel mio caso è una miscela già insaporita con sale e spezie alla quale aggiungo i grok ridotti in farina nel robot; se non utilizzate i grok potete aggiungere al pangrattato del parmigiano e sbriciolare delle patatine o dei crackers per rendere tutto più croccantino!Prendete il prosciutto, adagiate la mozzarella o il formaggio da voi scelto, rischiudete arrotolando o a portafoglio, passate in pastella e nel pangrattato e...ancora una volta in pastella e pangrattato e infine tuffate in olio bollente e godetevi il momento di perdizione che ahimè solo una frittura può dare!!!
Buen provecho!
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martedì 12 marzo 2013
MI PONGO DINANZI A VOI E FACCIO AMMENDA!
Eh si, quel che è giusto è giusto! Innanzitutto volevo chiedere ai miei lettori di avere ancora un pò di pazienza con il mio maldestro tentativo di dare un look nuovo a questo blog! Maldestro ma non per mia volontà o causa, ho infatti scoperto che è blogger ad avere problemi e di conseguenza a darne ai suoi utenti.
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sabato 9 marzo 2013
venerdì 8 marzo 2013
UN MAZZO DI FIORI PER LA DONNA PIU' IMPORTANTE DELLA MIA VITA: LA MAMMA OF COURSE!


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martedì 5 febbraio 2013
E CHIACCHIERE FURONO...ANCHE IN MESSICO!



Miei cari lettori, stare lontano dai fornelli mi sta facendo impazzire! Come alcuni di voi ricorderanno da qualche post fà!, sono in Messico, alla ricerca di una vita migliore che ormai la mia Italia, al momento non può più darmi. Diciamo che al momento stiamo in perlustrazione perchè sono tante le cose che vanno capite prima di decidere di trasferirsi in un Paese, soprattutto poi dall'altra parte del globo! Ho pensato che ogni tanto sarebbe carino se vi tenessi aggiornati con qualche post su questa mia avventura però al momento non voglio dilungarmi e discostarmi dall'obiettivo ricetta. Per ora sappiate che la mia cucina, a definirla primitiva è farle un complimentone!
Le chiacchiere appartengono alla serie comfort food tipo le pettole, ve le ricordate? o i biscottini del mio papi? Beh anche qui entra in scena ancora una volta lui, a dire il vero inizio a pensare che oltre la nonna Maria, la mania di "inguacchiare"(creare confusione e disordine) in cucina sia nata proprio con lui e da lui. Mi tornano alla mente momenti di estrema felicità in quel paradiso che per me è la cucina...beh come al solito felicità un pò meno per la mami che come al solito si vedeva la casa devastata da due improvvisati chef, anzi da papà che era lo chef e io una sua attenta e volenterosa collaboratrice; ricordo di come a volte, per tirarmi su o per coinvolgermi nei suoi esperimenti preparava dei piatti semplicissimi ma che acquisivano un degno rispetto perchè ne raccontava una storia, LA storia di quel piatto, di come doveva essere eseguito, l'ordine esatto delle varie fasi perchè "no, prima l'olio e poi l'aceto non è la stessa cosa!"
Era capace di creare un vortice magico nel quale mi lasciavo trascinare e risucchiare estasiata neanche fossi davanti a piatti stellati michelin! La bruschetta di papà non era una semplice bruschetta era LA bruschetta, o la fresella e le diatribe sulla perfetta spugnatura, e come dimenticare il piatto più magico di tutti, il suo famoso uovo sodo! Insisteva sull'importanza di separare il bianco dal rosso, fare a pezzettini minuscoli il primo e da parte schiacchiare il secondo, condirli RIGOROSAMENTE ancora separatamente e solo infine e con mooolta cura e amore univa questi due composti in un tripudio di colore e sapore dinanzi ai miei occhi di bimba allibita!
Scusate se mi sono prolungata ma la distanza dai miei cari aumenta il mio lato malinconico!
COMUNQUE, ritornando a noi, le chiacchiere erano un'altra cosa che terrorizzava mamma quando insistente chiedevo "Dai papà facciamo due chiacchiere?" Mi divertivo tanto a fare l'impasto, a stenderlo e dargli quella forma per me strana all'epoca data dalla rotellina dentata, e a lui, adulto, ovviamente spettava la frittura. Quelle fatte qui sono molto improvvisate non avendo gli ingredienti ma è stato bello perchè è stato un pò come tornare a casa!
INGREDIENTI
Ho usato 250 gr di farina (normalmente avrei usato la Chiavazza)
1 uovo
una noce abbondante di burro (di solito inalpi)
un pizzico di bicarbonato
sale (gemma di mare)
zucchero (italiazuccheri)
olio per friggere
ci sarebbe voluto del liquore che qua non ho tipo anice, strega ecc, ecc.
Lavorate gli ingredienti fino a formare un panetto sodo, lasciatelo riposare un pò, stendetelo e ricavatene tanti quadrotti che andrete poi a intagliare per facilitrne la cottura e evitare che gonfino.
Et voilà Buen Approvecho
Per te Papà.
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