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giovedì 12 dicembre 2013

PIZZA RIPIENA CON I FRIARIELLI ALL'AMORE DI NONNA

Il Natale si avvicina e con esso tutti i fervidi preparativi: addobbi, corsa ai regali e soprattutto organizzare i luculliani pasti delle festività! A casa mia tutti gli sforzi sono concentrati sulla cena della vigilia che rappresenta il pasto più abbondante e ricco rispetto a quello del 25; spaghetti alle vongole, pesce vario per secondo ma soprattutto l'infinità di contorni/secondi che troneggiano sulla tavola. Fettine di polenta fritta, insalata di polipo, polipetti al sugo, baccalà fritto, scarola stufata, insalata russa, insalata di rinforzo, frittura di anelli e triglie ma soprattutto lei, la pizza di scarole. Sto parlando della signora pizza ovvero quella della nonna, quella che per quante volte tu  la faccia e rifaccia, per quanto tu ti possa sforzare, per quanto possa essere buona...non è mai come quella! Fragrante e al contempo croccante al punto giusto forse per l'uso della sugna che la nonna non lesina mai di usare senza remore alcuna dovute a calorie e linea! forse, anzi senza dubbio per la sua bravura, ma anche per quella magia che solo dalle mani di queste nostre care massaie viene trasmessa agli impasti che lavorano e creano con una naturalezza e un amore che a noi dei tempi moderni è forse sconosciuto! Di quelle che a ogni morso è un'esplosione di gusto, un mix di emozioni e sensazioni olfattive e gustative capace di farti scendere lacrime di gioia!
La cucina della mia nonna è quella del recupero e dell'improvvisazione; questo non vuol dire fare le cose senza criterio, anzi!, ma saper adattare le proprie abilità e conoscenze agli ingredienti a disposizione e far si che nulla venga mai perso in cucina. Infatti seppur la più conosciuta sia la pizza di scarole, una versione altrettanto degna è quella della sua sorella ai friarielli, il cui amarognolo ben si sposa con il dolce dell'uvetta. Veloce da realizzare ma gustosissimo almeno per chi come me ama le verdure! In particolare quelle verdi del tipo broccoli, cicoria, friarielli, scarola e chi più ne ha più ne metta! Per questa ricetta ho utilizzato, e per l'impasto e per la modalità di preparazione del ripieno, la ricetta che trovate qui, che poi è l'impasto carpito alla nonna e che ho cercato di quantificare basandomi sulle dosi a occhio di nonnina!quello che cambia è appunto il ripieno a base di friarielli! Non avete idea della goduria! Questa pizza è il mio comfort food natalizio!
Buon appetito!
 In un recipiente versate 500 gr di farina 0 (io Molino Chiavazza), aggiungete un cucchiaino di miele, 10 gr di sale (io Gemma di mare), un cucchiaio abbondante di strutto e versate man mano tanta acqua quanta ne chiama l'impasto, e 5 gr di lievito secco (io S.Martino)

Per quanto riguarda il ripieno vado anche io a occhio: dopo aver lavato e scolato i friarielli ,li metto a cuocere in una padella senza aggiungere nulla ma coprendoli con un coperchio in modo che caccino tutta la loro acqua; contemporaneamente in un pentolino metto a riscaldare olio (io olio Dante), aglio e peperoncino; appena l'olio si insaporisce tolgo l'aglio e aggiungo le alici e lascio sciogliere, poi capperi, olive nere, pinoli, uva passa e frutta secca tipo noci, nocciole e/o mandorle; faccio insaporire il tutto e verso i friarielli cuocendo ancora per qualche minuto e infine aggiusto di sale.
Con più della metà dell'impasto fodero una teglia (24-26 cm), verso il ripieno di friarielli e copro con la restante parte dell'impasto. Bucherello con una forchetta la superficie e spennello con un goccino d'olio; cuocio in forno a 180° per 30 minuti e il risultato è questo:




Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Chiavazza i Ricordi del Natale

sabato 23 novembre 2013

GNOCCHI HOME MADE ACQUA E FARINA

Vi capita mai di essere sopraffatti da irrefrenabili quanto improvvise voglie culinarie? Ed è mai capitato che quelle voglie andassero sotto il nome di gnocchi? E ancora che nel momento in cui vi nasce questa voglia, vi ricordate improvvisamente che l'ultima patata che avevate l'avete fatta fuori per la pastina al maritino influenzato???Panico direte voi! Beh non proprio! La soluzione alternativa è il classicissimo gnocco fatto con solo farina (io Molino Chiavazza) e acqua e ovviamente un pò di sale (io gemma di mare) e olio (io Olio Dante).
Per quanto riguarda la farina sul totale che utilizzo, metto sempre un terzo di farina di semola perchè mi piace quella specie di ruvidezza esterna che conferisce alla pasta; per l'acqua si va a occhio di solito si considera metà rispetto alla quantità di farina utilizzata ma dipende sempre dalla farina utilizzata perciò non va messa e basta ma va considerato come si sta sviluppando l'impasto; una cosa però rispetto all'impasto della pasta normale, L'ACQUA DEVE ESSERE BOLLENTE! Almeno così nonna docet!
Una volta tagliati i pezzettini per ricavare gli gnochi li ho poi rigati con l'apposito attrezzino in legno ( come si vede nelle foto) e conditi con ricotta salata grattuggiata del caseificio Spadi e sughetto al pomodoro con passata Pomì





giovedì 26 settembre 2013

BACCALA' DI NONNA MARIA


Ciao a tutti!!!!! Finalmente (e ancora non mi sembra vero!!!!) riesco a dedicare un pò di tempo al mio amato blog!In questi ultimi mesi mi sono sballottolata un pò a destra e a manca per lavoro prima in Germania e poi in Trentino dove mi trovo ancora! Sto lavorando in un chioschetto dove ho la possibilità di cucinare a mio piacimento e di preparare ottimi pranzetti e dolci. Una delle varie cose che ho realizzato è una ricetta della mia amata Nonna Maria e volevo condividerla con voi; si tratta del baccalà con le patate.
Per farlo vi occorrono:
Baccalà q.b.
passata di pomodoro (io Pomì)
una confezione di pelati
patate q.b.
pinoli,
capperi
aglio,
olive nere
prezzemolo
olio (io olio Dante)
peperoncino q.b.
sale (io gemma di mare)
Innanzitutto sbollentare le patate per un terzo della loro cottura. Nel frattempo far soffriggere l'aglio con l'olio aggiungere poi i pinoli, i capperi le olive e il peperoncino,sfumare con del vino bianco e aggiungere la passata; portare a cottura fino ad avere una salsa bella densa e salare. Accendere il forno a 170; in una teglia versare un goccio d'olio, porre le patate tagliate a rondelle, i pelati schiacciati a mano e disporvi sopra il baccalà; versare infino il sugo e infornare per 45 minuti ca; durante la cottura il baccalà rilascerà tantissima acqua che andremo a prelevare e che, fossi in voi conserverei perchè ci può tornare davvero utile e in un altro pst vi spiegherò come!Il tutto alla fine deve risultare ben amalgamato, quasi cremoso.
Et voilà, buon appetito


lunedì 1 aprile 2013

CASATIELLO...PUNTO E BASTA! E BUONA PASQUA A TUTTI

Allora, va fatta una premessa d'obbligo. Il CASATIELLO così come lo scoprirete nel mio post, è un dolce tipico della mia terra CASERTA e provincia. Ora, non per fare nessun tipo di polemica ma, per quanto la cucina partenopea appartenga ovviamente a tutti noi campani e soprattutto a noi casertani data la vicinanza e le influenze reciproche, ogni cucina ha le sue peculiarità e originalità. Un esempio è appunto il casatiello.
Quando nominate la parole casatiello per un'errata e diffusa convinzione si pensa a quel lievitato rustico che va anche sotto il nome di TORTANO 'NZOGN e PEPE, perchè a Napoli è così e quindi spesso "noialtri" per i quali il casatiello è solo quello dolce, tipico del periodo pasquale, tendiamo a sottolineare la differenza affiancando l'aggettivo dolce, appunto, al termine casatiello. Il mio titolo vuole essere una sorta di rivendicazione di identità! Per me il casatiello è SOLOquello dolce, non c'è bisogno di sottolinearlo perciò sono ferma e non transigo nel volerlo chiamare CASATIELLO...punto e basta!
Per un casatiello da 22 cm di diametro vi occorrono:
500 gr di farina (molino chiavazza)
125 gr di criscito
250 gr di zucchero (Italiazuccheri)
1limone grattuggiato
75 gr di sugna
1 pizzico di sale (gemma di mare)
1 bustina di vanillina (S.Martino)
1 bicchierino di rum
1 bicchierino di agrumincello
5 uova
Si parte facendo un lievitino impastando 4 uova col criscito e metà farina: si lavora bene il tutto e lo si lascia lievitare per 24 ore. Trascorso il tempo si aggiunge al lievitino la restante farina, l'altro uovo, il limone, la vanillina, i liquori, sale e zucchero e si impasta il tutto lavorando per 30 minuti con l'impastatrice. Il segreto per la riuscita di questo dolce è appunto una lunga, lunghissima lavorazione che un tempo era fatta a mano sbattendo l'impasto lavorandolo su una sedia per un'ora e anche più! Trascorso il tempo, lasciatelo lievitare anche per 2 giorni seguendo poche ma fondamentali regole:
1) deve essere avvolto in plaid e coperte di lana;
2)deve stare in un luogo buio
3) una volta trovato il posto non muovetelo assolutamente.
Di solito si mettono delle stecche di legno sopra il "ruoto" nel quale sta lievitando, per evitare che crescendo vada a toccare le coperte.
Una volta pronto cuocetelo in forno già caldo a 220° per 10 minuti poi abbassate la temperatura a 200/180 e continuate per altri 30 minuti dopodichè vale anche qui la prova stecchino.
Una volta raffreddato, fate una glassa con zucchero a velo e acqua, ricoprite con questa la superficie e cospargete con tanti diavolini colorati! Et voilà Buon appetito!







sabato 21 gennaio 2012

PETTOLE E CECI DI NONNA MARIA

COMFORT FOOD: già solo a pronunciare queste due parole si prova un senso di benevole e piacevole rilassatezza! Ma cos'è il comfort food? Letteralmente è quel cibo di qualsiasi tipo, intendo di qualsiasi portata che sia un primo, un secondo. un dolce un antipasto o anche solo un pane, una crema, una composta di frutta, insomma proprio tutto quel cibo al quale siamo legati in maniera affettiva e il cui solo ricordo ci fa struggere in una sorta di dolce malinconia di tempi andati, è il cibo del conforto perchè ci coccola e ci riporta indietro nel tempo facendoci rivivere momenti di grande felicità e spensieratezza magari legati alla nostra infanzia e alle persone con le quali l'abbiamo trascorsa. Almeno per me! Ovviamente potrei elencare diversi piatti legati alla mia infanzia, sapori talvolta, anzi spesso semplici e irripetibili perchè le persone che ce le preparavano non sono più qui con noi a cucinarle!
Quest'anno però, per motivi personali, mi sono trovata a festeggiare le festività natalizie in maniera un pò insolita, anzi un bel pò direi dato che i miei genitori erano lontano perciò il Natale l'ho trascorso con la famiglia del mio compagno, capodanno ho lavorato ed è venuto e passato quasi senza che me ne accorgessi,MA, finalmente, pur non essendoci ugualmente la mia mami e il mio papi, sono andata a casa della mia amatissima nonna Maria. Ne momento in cui ho scoperto, con mio enorme entusiasmo, quale fosse il primo piatto, mi si è aperto il cuore, si è letteralmente sciolto andando indietro nel tempo e ad ogni boccone giuro che a stento ho trattenuto fiumi di dolci lacrime!
Da piccola, le vacanze di Natale si trascorrevano a casa dei nonni materni da Natale a Capodanno, perchè essendo la mami figlia unica, i nonni sarebbero altrimenti rmasti soli, MA, la Befana era appuntamento fisso e atteso dalla nonna Maria, la nonna massaia che cucina dei manicaretti saporitissimi e sostanziosissimi, diciamo di quelli fatti per chi non è a dieta! NOn ricordo con esattezza il menù di quei pranzi, ma una cosa era un appuntamento fisso: le mitiche pettole e ceci. In pratica si può dire che aspettavo tutto l'anno il il 6 Gennaio solo per mangiare quella pasta con i ceci che come lei nessun'altro. Sarà che ero affascinata dalla lavorazione di quei ceci a cuila nonna si dedicava (tante ore in ammollo, una sfregatina di bicarbonato, una lenta cottura,) io abituata con una mamma che lavorarva alla semplicità dei ceci in scatola, sarà stato quel che sarà stato ma quel piatto esercitava su di me un fascino e un'attrazione che andava al di là del semplice atto del mangiarlo.
Questo è, per tutti i motivi sopraelencati, il mio piatto comfort food per eccellenza che vi ripropongo, ma ribadisco, come quelle della nonna nessuna mai!
Per la pasta:
100gr di farina 00 Molino Chiavazza
100 gr di semola di grano duro rimacinata Molino Chiavazza
sale e olio q.b.
acqua q.b
In una terrina si uniscono le 2 farine, il sale e l'olio e si aggiunge man mano tanta acqua quanta ne occorre per ottenere un panetto omogeneo.
Una volta ottenuto l'impasto, lo lasciamo riposare avvolto in pellicola, dopodichè con il matterello stendiamo una sfoglia non proprio sottilissima (mi piace sentire la corposità della pasta) e iniziamo a ricavarne tanti spezzoni irregolari. Ora va detto che questa pasta è in realtà una sorta di maltagliato ma la nonna ha sempre chiamato così questo piatto o almeno così è impresso nei miei ricordi perciò non lo modificherò!
Per quanto riguarda i ceci ho utilizzato una confezione di ceci di Cicerale di Pasta Garofalo: li ho tenuti in ammollo per 24 h, dopodichè li ho messi a bollire a fuoco basso, lentamente dopo averli spolverati con del bicarbonato; verso fine cottura ho salato. Una volta pronti, elimino le pellicine che eventualmente si sono portate in superficie. In una padella metto un filo d'olio, aglio, rametti di rosmarino e un peperoncino, lascio insaporire e verso i ceci, coprendoli con un goccio d'acqua e lascio insaporire un pò. A questo punto i ceci, girandoli e rigirandoli qusi si romperanno a formare una sorta di crema, non vi preoccupate, è COSì CHE DEVE ESSERE! Nel frettempo mettete l'acqua per la pasta, salatela e cuocete la pasta. Una volta cotta prelevatela stesso con una schiumarola in modo da mantenerli un pò bagnati e versateli nei ceci; se necessario versate un pò d'acqua di cottura dei ceci perchè tendono ad asciugare molto: deve essere una crema ma tipo bagnaticcia, non di quelle secche che non si riescono ad ingoiare!Impiattate e se amate il peperocino come me aggiungetene un pizzichino, io ho provato la polvere di peperoncino di Garofalo e devo dire, come si fa dalle mie parti : mi sono ARREGRIATA!
Che la nonna non me ne voglia (già so che se legge avrà un sacco di rimproveri da farmi...sicuuuuuro"!), ecco a voi questa  meraviglia!







Con questa ricetta partecipo al contest di Molino Chiavazza

martedì 1 novembre 2011

PIZZA RIPIENA ALLA CICORIA

Questo post nasce in maniera inaspettata, quando così vai ad accendere il pc per navigare un pò e subito vieni colpita da una ricetta e pensi..."mmmh quasi quasi la faccio.....ORA!!!!".  La fonte di ispirazione è la focaccia ripiena alle cime di rape che trovate qui e che ho modificato in base alle mie disponibilità del momento!
Vi ricopio l'originale con le mie modifiche tra parentesi
Per l'impasto
350 g di farina F
75 g di agluten ( io solo 150 gr di maizena)
75 g di maizena
2 misurini di latte in polvere (quello per l'infanzia da 0 a 6 mesi garantito senza glutine) (io 2 cucchiai di latte)
350 g di lievito madre senza glutine (oppure 20 g di lievito di birra: in questo caso i tempi di lievitazione riportati in ricetta diminuiscono) (io il panetto da 25 gr di lievito di birra)
300 g di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero o di miele
2 cucchiai di olio

Per il ripieno
sono andata ad occhio (anche io!!)
cime di rapa bollite (potete anche ripassarle con due pomodorini e olio prima di metterle nella pizza, io non l'ho fatto per tenere più leggero il tutto) (io cicoria bollita)
acciughe sott'olio ne ho usate 6 - 7
1 manciata di pinoli
2 peperoncini rossi
provolone dolce (se trovate il caciocavallo pugliese magari il "Nerone" sarebbe il top) (io feta greca mmmmh!)
Per preparare l'impasto base mettere a sciogliere lievito in acqua e zucchero e aggiungere poi le farine, sale latte e olio. Lavorare il tutto e mettere a riposo per far lievitare. Nel frattempo ho cotto la cicoria e poi a fuoco spento condita con sale olio peperoncino, acciughe  e pinoli. Quando l'impasto sarà ben lievitato, sgonfiarlo, dividerlo in 2 parti e stenderne una in una teglia unta d'olio, versare dentro il ripieno sul quale ho sbriciolato un bel pezzone di feta, e ricoprire con un altro disco d'impasto. Far riposare di nuovo fino a che non sarà nuovamente lievitato e cuocere a 200° per 35-40 minuti ma RICORDATE ogni forno è diverso!perciò controllate sempre la cottura.
Con questa riceta partecipo al contest di Pentolaccia di Lialina 






 

lunedì 30 novembre 2009

Lasagne fatte in casa



Per la pasta:
200 gr di farina 00
100 gr di semola
3 uova
1 filo d'olio e 1 presa di sale
Il procedimento è sempre lo stesso ovvero lavorare a mano o in una planetaria le farine con le uova (aggiunte sempre una alla volta e sempre dopo il totale assorbimento della precedente) e aggiungere sale ed olio. formare una palla e fare riposare.
 Per il condimento
2 bottiglie di passata di pomodoro
1 pezzo di salsiccia,
500gr di carne macinata
1 uovo
prezzemolo
2/3 melanzane
500 gr di ricotta
2 mozzarelle
parmigiano e pecorino
vino rosso
sale pepe
curry, noce moscata
olio ed aglio

Per prima cosa preparofaccio soffriggere aglio ed olio, poi aggiungo un pezzetto di salsiccia faccio rosolare ed verso la salsa; faccio cuocere a fuoco lento con coperchio e appena inizia a rapprendersi aggiusto di sale ed aggiungo un bel bicchiere abbondante di vino rosso e completo la cottura.
Procedo con le melanzane che taglierò a dadini e che  farò cuocere in padella con aglio ed olio e sale.
Mi preparo poi la carne macinata ed aggiungo un uovo, sale, pepe, prezzemolo, aglio finemente tritato, curry e noce moscata; amalgamo bene il tutto e lascio insaporire.



Torno alle mie melanzane che metterò in un recipiente insieme ad un filo d'olio ad un pezzettino d'aglio ed al pepe (e sale se ve ne fosse ancora bisogno) e le frullo. La purea così ottenuta la andrò ad aggiungere alla carne macinata, dalla quale ora, posso ricavare le mie polpette. In realtà queste andrebbero fritte ma dato l'elevata sostanziosità di questo piatto, ho pensato di cuocerle al forno e vi assicuro che sono ottime.


                         
Ora ,ritorniamo alla nostra pasta ed andiamo a stenderla ( io ho usato la sfogliatrice arrivando fino alla misura 5, cioè la penultima) ed a ricavare i nostri rettangoli di pasta;


essendo pasta fresca, dovremo per forza darle una sbollentata prima di infornarle e quindi mettiamo sul fuoco una pentola possibilmente alta, ed appena l'acqua inizia a bollire caliamo max 3 pezzi di pasta per volta per evitare che si attacchino e le tiriamo fuori appena queste salgono a galla (questione di secondi).
Per ovviare il pericolo che la pasta si attacchi in cottura , come dice la mia nonna, aggiungo dell'olio nell'acqua. Una volta pronte le stendiamo su un panno da cucina.
Iniziamo ad accendere il forno a 160° e prepariamoci tutti gli ingredientidavanti in modo da non poter dimenticare nulla e quindi, il sugo, le polpette, la ricotta ( che volendo si può lasciare intatta ma che io ho preferito comunque condire con sale e pepe), la mozzarella tagliata a dadini e ben strizzata , il parmigiano ed il pecorino.
Prendiamo una teglia ( io 35x26) e ne ricopriamo il fondo con il sugo e qualche noce di burro ed iniziamo a stendere le nostre lasagne; una volta ricoperto il fondo con la pasta passiamo a condirla con uno strato di salsa, una cosparsa di ricotta, mozzarella e polpettine ed infine cospargiamo con abbondante parmigiano; fatto ciò ricopriamo nuovamente con le lasagne e continuiamo fino ad esaurimento ingredienti!



Io sono riuscita , con questo quantitativo di impasto (300 gr di farina ) e con una teglia dalle suddette dimensioni a fare una lasagna di 4 strati di goduria!!
Con questa ricetta partecipo alla raccolta Come una volta



domenica 8 novembre 2009

Scaloppina di pollo al vino bianco

Ingredienti:
4 fettine di petto di pollo
burro q.b.
farina q.b.
1 bicchierino ca di vino bianco
sale

In una padella ben calda facciamo sciogliere un pezzetto di burro, quando inizia a soffriggere mettiamo le fettine di pollo e le facciamo dorare da ambo i lati; leviamo poi il pollo dalla padella e in qesta aggiungiamo nuovamente burro , stavolta molto abbondante, e una volta sciolto ci aggiungiamo una manciatina di farina che faremo velocemente amalgamere al burro e rimettiamo il pollo nella padella aggiustando di sale e sfumando col vino e procedendo così fino a cottura. Si formerà quella cremina dovuta alla farina che si addensa con il burro e si profuma col vino che ...mmhh è nà squisitezza!
con questa ricetta contribuisco alla raccolta

giovedì 5 novembre 2009

Tortano della nonna

Salve a tutti! Dopo una situazione di panico iniziale, ho deciso la ricetta da postarvi .Eh si, perchè il blog è ancora un work in progress ma la mia passione per la cucina ha già lunga vita ed oltre ricette ovviamente nuove, cioè che preparo e posto volta per volta, ne ho tantissime già sperimentate che devono trovare spazio nel mio blog e a volte non so proprio da quale iniziare! Oggi ho optato per un piatto tradizionale, che oltre ad essere squisito vuole rendere omaggio alla mia cara nonna che è la "boss" della cucina in famiglia ed è a lei che mi rivolgo per qualsiasi piatto più...casereccio, diciamo così!!Sto parlando del TORTANO 'NSUGN (sugna) E PEPE. Va detto che la nonna è la classica cuoca che non si sta mai ferma, cioè in qualsiasi ora del giorno la si telefoni o la si vada a trovare, sta sempre con le mani in pasta, sempre a preparare qualcosa, dal dolce al salato dipende dall'estro del momento!!E puntualmente, dopo aver creato la sua opera d'arte, chiama  tutto il parentado e distribuisce in parti uguali! Ora, dato che l'ultima volta che ho assaggiato il suo tortano non la smettevo più di emettere quei suoni di goduria del palato ad ogni boccone, l'ho telefonata subito e le ho detto "nonna dimmi cosa ti occorre e domani lo rifacciamo insieme". Così è andata ed il risultato è stato talmente squisito che non potevo non postarlo!
La regola principale perchè un tortano si possa definire tale è la presenza della sugna, ingediente senza il quale non esiste il tortano. Essendo una cuoca all'antica, la nonna è abituata a fare tutto in casa, sugna compresa! Quindi, ecco come preparare la sugna:
Dal macellaio di fiducia vi fate dare un panetto di lardo o lardusciello, ovvero il grasso del maiale; questo grasso va poi ben lavato sotto acqua corrente e tagliato a pezzetti  messi poi a cuocere a fuoco medio; dopo i primi minuti in cui il lardo va ben rimescolato per evitare che attacchi al fondo della pentola, si inizierà a sciogliere diventando totalmente liquido e vedremo che rimarranno dei pezzi solidi che inizieranno a gonfiarsi e man mano a scoppiettare e sgonfiarsi, altro non sono che i ciccioli, e quando tutti i ciccioli saranno scoppiati allora la nostra sugna è pronta! Ora, il liquido, che inizialmente è trasparente, quasi fosse olio, lo raccogliamo in barattoli di vetro e, come dice nonna, dopo una nottata fuori al balcone, l'indomani sarà bianco come la neve! ed in effetti, solidificandosi, prende proprio questo colore

Io ho comprato 4Kg di lardo ed ho ricavato 5 barattoli come questo di sugna. Tornando ai  nostri ciccioli, questi vanno pressati e premuti ed il risultato è il seguente


Man mano che vengono strizzati, vanno salati e pepati.
Dopo esserci assicurati l'ingrediente principe, passiamo al tortano:
Ingredienti:
mezzo pacco di farina
1 cubetto di lievito
1 tazza ca di acqua tiepida
1 cucchiaino sale
1 e 1/2 cucchiaino di zucchero
sugna q.b
ciccioli q.b.
mix di affettati vari (salame, prosciutto)
mix di formaggi vari (pecorino, caciocavallo)
pepe

Disporre la farina sul piano da lavoro e lavorarla con l'acqua nella quale avremo già sciolto un cubetto di lievito; amalgamare bene il tutto, lavorarlo, formare una palla e metterlo a lievitare in un recipiente ,avvolto in un panno umido, per circa 45 minuti. Mia nonna dice di incidere una croce sopra l'impasto e quando questa, a causa della lievitazione, si sarà aperta a fiore, allora è pronto. Trascorso il tempo necessario, prendere l'impasto, stenderlo con le mani, aggiungere 2 cucchiai di sugna e lavorare ( a seconda dei gusti e dell'impasto del momento regolarsi con dosi maggiori o minori). Ristendere l'impasto e aggiungere tutti gli ingredienti ovvero i ciccioli, gli affettati i formaggi ed una spolverata di pepe. Ora munirsi di una teglia tonda,( meglio ancora se quelle per ciambella col buco altrimenti si rischia che il tortano in cottura tenda a chiudersi come nel mio caso), ungerla con la sugna, e disribuirci l'impasto . Infornare a 180° per 20 minuti.
Ribadisco che l'indicazione del tempo varia a seconda del forno quindi è da tenere sempre sotto controllo. Il risultato è questo (ma ripeto non avendo lo stampo col buco si è quasi chiuso!!!!)
 



Questa la possiamo definire una versione completa a tutti gli effetti di questo tortano perchè è ottimo anche nella versione con soli ciccioli detta tortano, sugna e pepe oppure solo con salumi e formaggi.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di elel



E partecipo anche alla raccolta di marti


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