Ecco l'ultima tortina richiestami da un amico per festeggiare il san valentino: ricreare un panda che rappresentasse lui e una stella che rappresentasse lei...! Ho così pensato di fare un dolce panda che stringesse tra le braccia la sua stella con un bel fiocco ad intendere che lei è il regalo più bello che lui possa mai ricevere! Infine non potevano mancare cuoricini e uno striscione con scritto buon San Valentino!
Anche la farcia è pensata per questo giorno poichè ho fatto una crema allo spumantino e aggiunta di fragole insaporite con zucchero e limone il tutto adagiato su un velo di marmellata a fragole e fragoline di bosco di Fior di Frutta; la bagna un mix di succo di macerazione fragole e liquore al cocco home made!
Questo blog vuole essere un modo diverso di dare forma ad una grande passione... la cucina; e vuol essere un modo per condividerla con quanti, come me, non riescono ad immaginare una vita senza "mani in pasta" e per i quali la cucina è un luogo paradisiaco ove dar vita a meravigliose e succulenti opere d'arte!
Visualizzazione post con etichetta dolci delle feste. Mostra tutti i post
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martedì 17 febbraio 2015
sabato 14 febbraio 2015
HAPPY VALENTINE
Ecco un'idea carina per San Valentino. Si tratta di una mini tortina alla panna con all'interno un cuore rosso e farcia di marmellata alle fragole e fragoline di bosco ovviamente Fior di frutta.
Il topper? un cupido un pò pasticcione che si è infilzato con la sua stessa freccia e che ora si innamorerà....della prima persona che vedrà alzando la testa ovvero...il o la destinataria di questo dolce pensiero!
Buon San Valentino a tutti
Il topper? un cupido un pò pasticcione che si è infilzato con la sua stessa freccia e che ora si innamorerà....della prima persona che vedrà alzando la testa ovvero...il o la destinataria di questo dolce pensiero!
Buon San Valentino a tutti
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domenica 11 gennaio 2015
SURPRISE INSIDE CUPCAKES
Ciao a tutti! Come spesso mi capita ultimamente su questo blog, devo scusarmi per le mie numerose assenze mavi prego di essere clementi con me considerando che fortunatamente il motivo di ciò è il lavoro; non solo! mi spiego: non solo lavoricchio (perchè ahimè non continuativo) ed è già un bene, ma per la prima volta sto facendo appieno quello che mi piace, ovvero sto aiutando degli amici che hanno da poco rilevato un bar/caffetteria e mi occupo esclusivamente della vetrina dolci e degli aperitivi. Non vi dico la gioia vedere nella vetrina le mie torte e interagire direttamente con la clientela che apprezza e si diverte a fare la classifica dei loro sweet musts! E che dire dell'aperitivo! Sto realizzando il sogno di creare e offrire tutte quelle leccornie e sfizioserie che amo fare e che trovano la loro migliore applicazione proprio nell'aperitivo! Poi vi terrò aggiornati con foto e ricette.
Ora però volevo passare a un dolcetto preparato per Natale e che non ho avuto tempo di postare in tempo. Si tratta di questa tecnica se così la vogliamo chiamare, che sta spopolando sul web col nome di "surprise inside cakes" perchè si tratta di ricreare un disegno all'interno della torta che ovviamente sarà vista solo al taglio e da qui la sorpresa! Non è per niente semplice ecco perchè ho scelto per iniziare una palla natalizia alquanto semplice. Ma andiamo per ordine
Innanzitutto ho fatto dei cupcakes con la ricetta della torta alla panna e vi occorreranno:
250 gr di farina
250 gr di zucchero
250 gr di panna
3 uova
1 bustina di vaniglina
1/2 bustina di lievito
Montate fino a triplicare il volume uova e zucchero; aggiungete poi farina e lievito precedentemente setacciati e infine con una spatola e movimenti dall'alto verso il basso aggiungete la panna montata a lucido. A una parte di questo impasto ho aggiunto un pò di cacao in modo da ottenere almeno 2 cupcakes al ciocco. Dividete il composto negli stampi e cuocete a 160 per 25/30" mi raccomando sempre prova stecchino.
Per quanto riguarda la ganache ho sperimentato un frosting al marshmallow ottenuto con
2 albumi
200 gr di zucchero
10 gr di cremor di tartaro
25 gr di amido
20 gr di acqua tiepida
1/2 cucchiaino di vaniglia
2 fogli di gelatina
colorante rosso
Mescolo tutto sul fuoco a bagno maria fino alla temperatura di 60° dopodichè monto fino a raggiungere la temperatura di 40° e a cottura ultimata aggiungo il colore.
Ora questo è il risultato scusate le molte foto ma cerco di farvi capire la consistenza "nuvolosa" del frosting.
Passiamo ora alla fase surprise!
Prendiamo un cupcake e tagliamolo orizzontalmente ricavandone due dischi. Scaviamo all'interno di ogni metà un incavo quanto più ben rifinito possibile perchè sarà la metà sfera della nostra pallina! il briciolame ricavato separiamolo in due contenitori, aggiungiamo colorante (io rosso e verde) e amalgamiamo fino ad avere un colore omogeneo su tutte le briciole. Ora molto semplicemente iniziamo a costruire la nostra pallina partendo ad es dal rosso e quindi prendendo tra le maniun pò di briciole rosse, compattandole un pò e inserendole sul fondo; compattiamo ancora un pò per assicurarci che alla fine avremo una pallina con strisce ben dritte e non avvallamenti! procediamo alternando i colori ed eseguendo la stessa operazione anche nell'altra semisfera. Una volta pronte le due metà, ricomponiamo il cupcakes e lo decoriamo con il nostro frosting al marshmallow....et voilà vi assicuro che è più dificile a dirsi che farsi.
con questa ricetta partecipo al contest chiavazza Dolci in gelatina
Ora però volevo passare a un dolcetto preparato per Natale e che non ho avuto tempo di postare in tempo. Si tratta di questa tecnica se così la vogliamo chiamare, che sta spopolando sul web col nome di "surprise inside cakes" perchè si tratta di ricreare un disegno all'interno della torta che ovviamente sarà vista solo al taglio e da qui la sorpresa! Non è per niente semplice ecco perchè ho scelto per iniziare una palla natalizia alquanto semplice. Ma andiamo per ordine
Innanzitutto ho fatto dei cupcakes con la ricetta della torta alla panna e vi occorreranno:
250 gr di farina
250 gr di zucchero
250 gr di panna
3 uova
1 bustina di vaniglina
1/2 bustina di lievito
Montate fino a triplicare il volume uova e zucchero; aggiungete poi farina e lievito precedentemente setacciati e infine con una spatola e movimenti dall'alto verso il basso aggiungete la panna montata a lucido. A una parte di questo impasto ho aggiunto un pò di cacao in modo da ottenere almeno 2 cupcakes al ciocco. Dividete il composto negli stampi e cuocete a 160 per 25/30" mi raccomando sempre prova stecchino.
Per quanto riguarda la ganache ho sperimentato un frosting al marshmallow ottenuto con
2 albumi
200 gr di zucchero
10 gr di cremor di tartaro
25 gr di amido
20 gr di acqua tiepida
1/2 cucchiaino di vaniglia
2 fogli di gelatina
colorante rosso
Mescolo tutto sul fuoco a bagno maria fino alla temperatura di 60° dopodichè monto fino a raggiungere la temperatura di 40° e a cottura ultimata aggiungo il colore.
Ora questo è il risultato scusate le molte foto ma cerco di farvi capire la consistenza "nuvolosa" del frosting.
Passiamo ora alla fase surprise!
Prendiamo un cupcake e tagliamolo orizzontalmente ricavandone due dischi. Scaviamo all'interno di ogni metà un incavo quanto più ben rifinito possibile perchè sarà la metà sfera della nostra pallina! il briciolame ricavato separiamolo in due contenitori, aggiungiamo colorante (io rosso e verde) e amalgamiamo fino ad avere un colore omogeneo su tutte le briciole. Ora molto semplicemente iniziamo a costruire la nostra pallina partendo ad es dal rosso e quindi prendendo tra le maniun pò di briciole rosse, compattandole un pò e inserendole sul fondo; compattiamo ancora un pò per assicurarci che alla fine avremo una pallina con strisce ben dritte e non avvallamenti! procediamo alternando i colori ed eseguendo la stessa operazione anche nell'altra semisfera. Una volta pronte le due metà, ricomponiamo il cupcakes e lo decoriamo con il nostro frosting al marshmallow....et voilà vi assicuro che è più dificile a dirsi che farsi.
con questa ricetta partecipo al contest chiavazza Dolci in gelatina
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lunedì 1 aprile 2013
CASATIELLO...PUNTO E BASTA! E BUONA PASQUA A TUTTI
Allora, va fatta una premessa d'obbligo. Il CASATIELLO così come lo scoprirete nel mio post, è un dolce tipico della mia terra CASERTA e provincia. Ora, non per fare nessun tipo di polemica ma, per quanto la cucina partenopea appartenga ovviamente a tutti noi campani e soprattutto a noi casertani data la vicinanza e le influenze reciproche, ogni cucina ha le sue peculiarità e originalità. Un esempio è appunto il casatiello.
Quando nominate la parole casatiello per un'errata e diffusa convinzione si pensa a quel lievitato rustico che va anche sotto il nome di TORTANO 'NZOGN e PEPE, perchè a Napoli è così e quindi spesso "noialtri" per i quali il casatiello è solo quello dolce, tipico del periodo pasquale, tendiamo a sottolineare la differenza affiancando l'aggettivo dolce, appunto, al termine casatiello. Il mio titolo vuole essere una sorta di rivendicazione di identità! Per me il casatiello è SOLOquello dolce, non c'è bisogno di sottolinearlo perciò sono ferma e non transigo nel volerlo chiamare CASATIELLO...punto e basta!
Per un casatiello da 22 cm di diametro vi occorrono:
500 gr di farina (molino chiavazza)
125 gr di criscito
250 gr di zucchero (Italiazuccheri)
1limone grattuggiato
75 gr di sugna
1 pizzico di sale (gemma di mare)
1 bustina di vanillina (S.Martino)
1 bicchierino di rum
1 bicchierino di agrumincello
5 uova
Si parte facendo un lievitino impastando 4 uova col criscito e metà farina: si lavora bene il tutto e lo si lascia lievitare per 24 ore. Trascorso il tempo si aggiunge al lievitino la restante farina, l'altro uovo, il limone, la vanillina, i liquori, sale e zucchero e si impasta il tutto lavorando per 30 minuti con l'impastatrice. Il segreto per la riuscita di questo dolce è appunto una lunga, lunghissima lavorazione che un tempo era fatta a mano sbattendo l'impasto lavorandolo su una sedia per un'ora e anche più! Trascorso il tempo, lasciatelo lievitare anche per 2 giorni seguendo poche ma fondamentali regole:
1) deve essere avvolto in plaid e coperte di lana;
2)deve stare in un luogo buio
3) una volta trovato il posto non muovetelo assolutamente.
Di solito si mettono delle stecche di legno sopra il "ruoto" nel quale sta lievitando, per evitare che crescendo vada a toccare le coperte.
Una volta pronto cuocetelo in forno già caldo a 220° per 10 minuti poi abbassate la temperatura a 200/180 e continuate per altri 30 minuti dopodichè vale anche qui la prova stecchino.
Una volta raffreddato, fate una glassa con zucchero a velo e acqua, ricoprite con questa la superficie e cospargete con tanti diavolini colorati! Et voilà Buon appetito!
Quando nominate la parole casatiello per un'errata e diffusa convinzione si pensa a quel lievitato rustico che va anche sotto il nome di TORTANO 'NZOGN e PEPE, perchè a Napoli è così e quindi spesso "noialtri" per i quali il casatiello è solo quello dolce, tipico del periodo pasquale, tendiamo a sottolineare la differenza affiancando l'aggettivo dolce, appunto, al termine casatiello. Il mio titolo vuole essere una sorta di rivendicazione di identità! Per me il casatiello è SOLOquello dolce, non c'è bisogno di sottolinearlo perciò sono ferma e non transigo nel volerlo chiamare CASATIELLO...punto e basta!
Per un casatiello da 22 cm di diametro vi occorrono:
500 gr di farina (molino chiavazza)
125 gr di criscito
250 gr di zucchero (Italiazuccheri)
1limone grattuggiato
75 gr di sugna
1 pizzico di sale (gemma di mare)
1 bustina di vanillina (S.Martino)
1 bicchierino di rum
1 bicchierino di agrumincello
5 uova
Si parte facendo un lievitino impastando 4 uova col criscito e metà farina: si lavora bene il tutto e lo si lascia lievitare per 24 ore. Trascorso il tempo si aggiunge al lievitino la restante farina, l'altro uovo, il limone, la vanillina, i liquori, sale e zucchero e si impasta il tutto lavorando per 30 minuti con l'impastatrice. Il segreto per la riuscita di questo dolce è appunto una lunga, lunghissima lavorazione che un tempo era fatta a mano sbattendo l'impasto lavorandolo su una sedia per un'ora e anche più! Trascorso il tempo, lasciatelo lievitare anche per 2 giorni seguendo poche ma fondamentali regole:
1) deve essere avvolto in plaid e coperte di lana;
2)deve stare in un luogo buio
3) una volta trovato il posto non muovetelo assolutamente.
Di solito si mettono delle stecche di legno sopra il "ruoto" nel quale sta lievitando, per evitare che crescendo vada a toccare le coperte.
Una volta pronto cuocetelo in forno già caldo a 220° per 10 minuti poi abbassate la temperatura a 200/180 e continuate per altri 30 minuti dopodichè vale anche qui la prova stecchino.
Una volta raffreddato, fate una glassa con zucchero a velo e acqua, ricoprite con questa la superficie e cospargete con tanti diavolini colorati! Et voilà Buon appetito!
martedì 5 febbraio 2013
E CHIACCHIERE FURONO...ANCHE IN MESSICO!



Miei cari lettori, stare lontano dai fornelli mi sta facendo impazzire! Come alcuni di voi ricorderanno da qualche post fà!, sono in Messico, alla ricerca di una vita migliore che ormai la mia Italia, al momento non può più darmi. Diciamo che al momento stiamo in perlustrazione perchè sono tante le cose che vanno capite prima di decidere di trasferirsi in un Paese, soprattutto poi dall'altra parte del globo! Ho pensato che ogni tanto sarebbe carino se vi tenessi aggiornati con qualche post su questa mia avventura però al momento non voglio dilungarmi e discostarmi dall'obiettivo ricetta. Per ora sappiate che la mia cucina, a definirla primitiva è farle un complimentone!
Le chiacchiere appartengono alla serie comfort food tipo le pettole, ve le ricordate? o i biscottini del mio papi? Beh anche qui entra in scena ancora una volta lui, a dire il vero inizio a pensare che oltre la nonna Maria, la mania di "inguacchiare"(creare confusione e disordine) in cucina sia nata proprio con lui e da lui. Mi tornano alla mente momenti di estrema felicità in quel paradiso che per me è la cucina...beh come al solito felicità un pò meno per la mami che come al solito si vedeva la casa devastata da due improvvisati chef, anzi da papà che era lo chef e io una sua attenta e volenterosa collaboratrice; ricordo di come a volte, per tirarmi su o per coinvolgermi nei suoi esperimenti preparava dei piatti semplicissimi ma che acquisivano un degno rispetto perchè ne raccontava una storia, LA storia di quel piatto, di come doveva essere eseguito, l'ordine esatto delle varie fasi perchè "no, prima l'olio e poi l'aceto non è la stessa cosa!"
Era capace di creare un vortice magico nel quale mi lasciavo trascinare e risucchiare estasiata neanche fossi davanti a piatti stellati michelin! La bruschetta di papà non era una semplice bruschetta era LA bruschetta, o la fresella e le diatribe sulla perfetta spugnatura, e come dimenticare il piatto più magico di tutti, il suo famoso uovo sodo! Insisteva sull'importanza di separare il bianco dal rosso, fare a pezzettini minuscoli il primo e da parte schiacchiare il secondo, condirli RIGOROSAMENTE ancora separatamente e solo infine e con mooolta cura e amore univa questi due composti in un tripudio di colore e sapore dinanzi ai miei occhi di bimba allibita!
Scusate se mi sono prolungata ma la distanza dai miei cari aumenta il mio lato malinconico!
COMUNQUE, ritornando a noi, le chiacchiere erano un'altra cosa che terrorizzava mamma quando insistente chiedevo "Dai papà facciamo due chiacchiere?" Mi divertivo tanto a fare l'impasto, a stenderlo e dargli quella forma per me strana all'epoca data dalla rotellina dentata, e a lui, adulto, ovviamente spettava la frittura. Quelle fatte qui sono molto improvvisate non avendo gli ingredienti ma è stato bello perchè è stato un pò come tornare a casa!
INGREDIENTI
Ho usato 250 gr di farina (normalmente avrei usato la Chiavazza)
1 uovo
una noce abbondante di burro (di solito inalpi)
un pizzico di bicarbonato
sale (gemma di mare)
zucchero (italiazuccheri)
olio per friggere
ci sarebbe voluto del liquore che qua non ho tipo anice, strega ecc, ecc.
Lavorate gli ingredienti fino a formare un panetto sodo, lasciatelo riposare un pò, stendetelo e ricavatene tanti quadrotti che andrete poi a intagliare per facilitrne la cottura e evitare che gonfino.
Et voilà Buen Approvecho
Per te Papà.
sabato 24 marzo 2012
PASTIERA RIVISITATA IN OCCASIONE DELL'EVENTO PAPAGENO: LE RICETTE DI MAMMA'
Ecco qua la mia ricetta per l'evento Papageno. Mi è stata assegnata neanche a farlo apposta la pastiera napoletana, dolce che io, seppur campana, non amo per nulla! Così mi son detta: "perchè non rivedere un pò sta ricetta a adattarla ai miei gustui?" La ricetta inviatami era quella della classica pastiera appunto ma io l'ho stravolta soprattutto per 2 aspetti:
Non ho utilizzato la classica frolla bensi una miscela di biscotti secchi, burro e cannella che ho utilizzato come base per foderare lo stampo a mò di cheese cake e utilizzando l'orzo al posto del grano.
La mia rivoluzione in realtà sta anche nell'aver presentato la mia pastiera in una versione monoporzione e in particolare, come potete osservare dalle foto ne ho fatte alcune tipo cheese cake foderando solo il fondo dei miei pirottini e altri tipo crostate foderando anche i bordi laterali. La ricetta utilizzata è la seguente:
Per la base:
biscotti secchi q.b.
burro inalpi
cannella
Tritare i biscotti e lavorarli col burro fuso insaporendo il tutto con la cannella e ottenendo il classico composto che fa da base alle nostre cheese cake.
Per la crema si realizza una crema pasticcera, ognuno secondo le proprie ricette, io ho utilizzato 300 gr latte,
100 gr panna hulalà, 3 tuorli, 150 gr di zucchero, 45 gr di farina antigrumi molino chiavazza, aroma all'arancio.
Mettete panna e latte sul fuoco e portate a ebollizione; nel frattempo montare tuorli con zucchero, aggiungere farina e versare il composto nel latte, insaporire con aroma arancio e mescolare fino al rassodamento.
Ho utilizzato 200 gr di orzo fatti cuocere coperti dal latte, 50 gr di burro inalpi e scorza di limone.
Ancora ho preparato la crema alla ricotta utilizzando:
500 gr di ricotta Osella
3 uova
300 gr di zucchero
setacciare la ricotta, aggiungere zucchero e uova e mescolare il tutto.
Il dolce si compone facendo uno strato di biscotti sul fondi del pirottino (per quanto riguarda la monoporzione tipo cheese cake), o del fondo e dei bordi della teglia (casomai voleste farla tipo crostata).
Mescolare la crema pasticcera con la crema alla ricotta a aggiungere l'orzo; versare nei recipienti scelti e cuocere a 180° per ca un'ora, quando cioè, avrà assunto un bel color caramello.
Et voilà, buon appetito!
Non ho utilizzato la classica frolla bensi una miscela di biscotti secchi, burro e cannella che ho utilizzato come base per foderare lo stampo a mò di cheese cake e utilizzando l'orzo al posto del grano.
La mia rivoluzione in realtà sta anche nell'aver presentato la mia pastiera in una versione monoporzione e in particolare, come potete osservare dalle foto ne ho fatte alcune tipo cheese cake foderando solo il fondo dei miei pirottini e altri tipo crostate foderando anche i bordi laterali. La ricetta utilizzata è la seguente:
Per la base:
biscotti secchi q.b.
burro inalpi
cannella
Tritare i biscotti e lavorarli col burro fuso insaporendo il tutto con la cannella e ottenendo il classico composto che fa da base alle nostre cheese cake.
Per la crema si realizza una crema pasticcera, ognuno secondo le proprie ricette, io ho utilizzato 300 gr latte,
100 gr panna hulalà, 3 tuorli, 150 gr di zucchero, 45 gr di farina antigrumi molino chiavazza, aroma all'arancio.
Mettete panna e latte sul fuoco e portate a ebollizione; nel frattempo montare tuorli con zucchero, aggiungere farina e versare il composto nel latte, insaporire con aroma arancio e mescolare fino al rassodamento.
Ho utilizzato 200 gr di orzo fatti cuocere coperti dal latte, 50 gr di burro inalpi e scorza di limone.
Ancora ho preparato la crema alla ricotta utilizzando:
500 gr di ricotta Osella
3 uova
300 gr di zucchero
setacciare la ricotta, aggiungere zucchero e uova e mescolare il tutto.
Il dolce si compone facendo uno strato di biscotti sul fondi del pirottino (per quanto riguarda la monoporzione tipo cheese cake), o del fondo e dei bordi della teglia (casomai voleste farla tipo crostata).
Mescolare la crema pasticcera con la crema alla ricotta a aggiungere l'orzo; versare nei recipienti scelti e cuocere a 180° per ca un'ora, quando cioè, avrà assunto un bel color caramello.
Et voilà, buon appetito!
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martedì 14 febbraio 2012
SWEET VALENTINE DAY!
Vi lascio un post velocissimo di alcuni cupcakes fatti lo scorso S.Valentino ma mai pubblicati perchè pensavo di aver perso le foto. Oggi invece, facendo un pò di pulizia nel mio pc sono sbucate fuori!! Sono fatti con l'impasto della Missisipi cake che trovate qui, decorati in pdz: semplici ma di effetto! Buon appetito!
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mercoledì 9 novembre 2011
LA PIZZA FIGLIATA O SERPENTONE
Tipico dell'alto casertano, di quelle zone che costituivano l'antica e gloriosa Capua, può essere sicuramente definito un dolce povero di "recupero" e "corale" della tradizione contadina.
La povertà è data dagli ingredienti base quali farina, noci, miele e uova; era un dolce che spesso riempiva le pancie, dato l'alto apporto calorico, dopo i magri pasti dei contadini dando anche loro molta forza per il lavoro dei campi. La coralità è data dal rituale per la preparazione che vedeva coinvolte molte massaie che si riunivano dividendosi e compiti e scambiandosi chiacchiere!
Non c'è una versione canonica nel senso che agli ingredienti base che ho elencato prima, diverse famiglie e quindi comuni hanno adottato varie versioni di questo dolce apportando modifiche come l'aggiunta di uvetta, canditi, altri tipo di frutta secca e addirittura (un sacrilegio per i puristi!) goccie di cioccolato. Era un dolce che si preparava durante il periodo natalizio e spesso durava fino a febbraio perchè la presenza del miele ne garantiva la conservazione. Non si ha una data precisa alla quale far risalire il dolce ma si sa che già in epoca romana esisteva un piatto molto simile e che poi con l'arrivo degli arabi si sia arrivati ad una versione più vicina all'originale capuana.
Comunque, dopo un pò di cenni storici passo alla ricetta.
Per un serpentone:
250 gr di farina
1 uovo
1 bicchierino da caffè di olio di semi
25 gr di zucchero
2 cucchiai di vermouth
1 pizzichino di sale
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di limoncello
vino bianco qb per l'impasto
La ricetta dell'impasto è simile alla pasta strudel, si pone la farina a fontana, si impasta con tutti gli ingredienti e ci si aiuta col vino bianco quel tanto da ottenere una pasta liscia e morbida ma ben compatta. Si lascia riposare e nel frattempo si prepara il RIPIENO:
500 gr di gherigli pestati
250 gr di zucchero
la buccia di un limone
cannella qb ( io ho abbondato perchè l'adoro!)
vanillina
miele q.b
Si stende con un matterello l'impasto cercando di ottenere una simil rettangolare di 50 cm di lunghezza e 30ca di larghezza. Si dispone il ripieno lungo tutta la superficie facendo attenzione a rispettare la distanza di 1,5 cm dai bordi e si versano abbondanti cucchiaiate di miele.
Si procede poi iniziando ad arrotolare la sfoglia partendo dal lato più lungo e alla fine il bordo va fatto aderire aiutandosi con dell'acqua. una volta ottenuto il serpentone bisogna cercare di compattarlo ancora un pò con le mani e girarlo con molta cautela, partendo dal centro verso i le estremità in senso contrario...CAPITO??? Beh, per capirci bisogna pensare al movimento che facciamo quando strizziamo un panno! Fatto questo passiamo poi ad arrotolarlo su se stesso facendo spirali non troppo strette.
La cottura un tempo avveniva nei forni a legna ma per quanto riguarda quello casalingo la cottura va fatta ad un'alta temperatura (220°) per 30-45 minuti dipende sempre dal forno e va controllato.
Una volta sfornato, lasciamo inttiepoidire pochissimo e passiamo a spennelarlo con miele lungo tutta la superficie.
Con questa ricetta partecipo al concorso Christmas in Open Kitchen
La povertà è data dagli ingredienti base quali farina, noci, miele e uova; era un dolce che spesso riempiva le pancie, dato l'alto apporto calorico, dopo i magri pasti dei contadini dando anche loro molta forza per il lavoro dei campi. La coralità è data dal rituale per la preparazione che vedeva coinvolte molte massaie che si riunivano dividendosi e compiti e scambiandosi chiacchiere!
Non c'è una versione canonica nel senso che agli ingredienti base che ho elencato prima, diverse famiglie e quindi comuni hanno adottato varie versioni di questo dolce apportando modifiche come l'aggiunta di uvetta, canditi, altri tipo di frutta secca e addirittura (un sacrilegio per i puristi!) goccie di cioccolato. Era un dolce che si preparava durante il periodo natalizio e spesso durava fino a febbraio perchè la presenza del miele ne garantiva la conservazione. Non si ha una data precisa alla quale far risalire il dolce ma si sa che già in epoca romana esisteva un piatto molto simile e che poi con l'arrivo degli arabi si sia arrivati ad una versione più vicina all'originale capuana.
Comunque, dopo un pò di cenni storici passo alla ricetta.
Per un serpentone:
250 gr di farina
1 uovo
1 bicchierino da caffè di olio di semi
25 gr di zucchero
2 cucchiai di vermouth
1 pizzichino di sale
1 bustina di vanillina
1 cucchiaio di limoncello
vino bianco qb per l'impasto
La ricetta dell'impasto è simile alla pasta strudel, si pone la farina a fontana, si impasta con tutti gli ingredienti e ci si aiuta col vino bianco quel tanto da ottenere una pasta liscia e morbida ma ben compatta. Si lascia riposare e nel frattempo si prepara il RIPIENO:
500 gr di gherigli pestati
250 gr di zucchero
la buccia di un limone
cannella qb ( io ho abbondato perchè l'adoro!)
vanillina
miele q.b
Si stende con un matterello l'impasto cercando di ottenere una simil rettangolare di 50 cm di lunghezza e 30ca di larghezza. Si dispone il ripieno lungo tutta la superficie facendo attenzione a rispettare la distanza di 1,5 cm dai bordi e si versano abbondanti cucchiaiate di miele.
Si procede poi iniziando ad arrotolare la sfoglia partendo dal lato più lungo e alla fine il bordo va fatto aderire aiutandosi con dell'acqua. una volta ottenuto il serpentone bisogna cercare di compattarlo ancora un pò con le mani e girarlo con molta cautela, partendo dal centro verso i le estremità in senso contrario...CAPITO??? Beh, per capirci bisogna pensare al movimento che facciamo quando strizziamo un panno! Fatto questo passiamo poi ad arrotolarlo su se stesso facendo spirali non troppo strette.
La cottura un tempo avveniva nei forni a legna ma per quanto riguarda quello casalingo la cottura va fatta ad un'alta temperatura (220°) per 30-45 minuti dipende sempre dal forno e va controllato.
Una volta sfornato, lasciamo inttiepoidire pochissimo e passiamo a spennelarlo con miele lungo tutta la superficie.
Con questa ricetta partecipo al concorso Christmas in Open Kitchen
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lunedì 28 marzo 2011
ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE
Eh lo so, con un pò di ritardo ma ecco anche le mie zeppole di San Giuseppe.
Per la pasta choux mi sono affidata alla ricetta del mitico Montersino, già divisa in più equi dosi per uso domestico fatte da Enza e che riporto fedelmente:
266 gr di burro
294 gr di acqua
280 gr di farina
432 gr di uova intere
42 gr di latte
1 pizzico di sale.
Per prima cosa mettiamo burro, acqua e il pizzico di sale sul fuoco a famma bassa con l'obiettivo di far sciogliere lentamente il burro; fatto ciò alziamo la fiamma e appena bolle versiamo di un sol colpo la farina e mescoliamo energicamente fino a che l'impasto non si stacchi dalle pareti della pentola. A questo punto versiamo l'impasto in un altro recipiente e facciamo intiepidire. Aggiungiamo il latte e poi una alla volta le uova avendo cura di aver fatto bene assorbire un uovo all'impasto prima di versare il successivo.
Risulterà un impasto liscio ma consistente che verseremo in una sac a poche con beccuccio a stella e andremo a formare le nostre zeppole.
Io le ho cotte in forno a 180° per 30 minuti; è importante NON APRIRE IL FORNO durante la cottura e una volta trascorso il tempo fare intiepidire le zeppole stesso nel forno che avrete leggermente aperto.Una volta fredde conservarle in un sacchetto e dopo qualche ora saranno pronte per essere farcite.
Per lacrema pasticciera ho usato la mia ricetta che prevede 500 ml latte, 40 gr frumina, 3 tuorli, 150 gr di zucchero, vanillina e buccia di limone.
Per la pasta choux mi sono affidata alla ricetta del mitico Montersino, già divisa in più equi dosi per uso domestico fatte da Enza e che riporto fedelmente:
266 gr di burro
294 gr di acqua
280 gr di farina
432 gr di uova intere
42 gr di latte
1 pizzico di sale.
Per prima cosa mettiamo burro, acqua e il pizzico di sale sul fuoco a famma bassa con l'obiettivo di far sciogliere lentamente il burro; fatto ciò alziamo la fiamma e appena bolle versiamo di un sol colpo la farina e mescoliamo energicamente fino a che l'impasto non si stacchi dalle pareti della pentola. A questo punto versiamo l'impasto in un altro recipiente e facciamo intiepidire. Aggiungiamo il latte e poi una alla volta le uova avendo cura di aver fatto bene assorbire un uovo all'impasto prima di versare il successivo.
Risulterà un impasto liscio ma consistente che verseremo in una sac a poche con beccuccio a stella e andremo a formare le nostre zeppole.
Io le ho cotte in forno a 180° per 30 minuti; è importante NON APRIRE IL FORNO durante la cottura e una volta trascorso il tempo fare intiepidire le zeppole stesso nel forno che avrete leggermente aperto.Una volta fredde conservarle in un sacchetto e dopo qualche ora saranno pronte per essere farcite.
Per lacrema pasticciera ho usato la mia ricetta che prevede 500 ml latte, 40 gr frumina, 3 tuorli, 150 gr di zucchero, vanillina e buccia di limone.
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domenica 31 ottobre 2010
NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS' CAKE
Eccomi qui con l'ultima ricettina della serie Halloween, una torta fatta per il compleanno del mio more che adora questo film e tutto ciò che riguarda Jack.
Sono molto contenta delle decorazioni considerando il tempo record in cui le ho realizzate e soprattutto sono fiera di Sally per la cura nei dettagli del suo abito, per il colore della sua pelle, insomma me piace!
La torta è un semplice tiramisù, che purtroppo non ben si presta a supportare decorazioni in PdZ ma va bene se è il dolce preferito del moroso!mi scuso per le foto non proprio fantastiche, ma dato l'instabilità delle decorazioni con la mordiba superficie del tiramisù, dovevo muovermi! Spero vi piaccia
Sono molto contenta delle decorazioni considerando il tempo record in cui le ho realizzate e soprattutto sono fiera di Sally per la cura nei dettagli del suo abito, per il colore della sua pelle, insomma me piace!
La torta è un semplice tiramisù, che purtroppo non ben si presta a supportare decorazioni in PdZ ma va bene se è il dolce preferito del moroso!mi scuso per le foto non proprio fantastiche, ma dato l'instabilità delle decorazioni con la mordiba superficie del tiramisù, dovevo muovermi! Spero vi piaccia
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